MenteLocale

Percorsi di Community Mapping nelle periferie di Roma

Il Community Mapping (CM), da alcuni definito anche Collaborative Mapping, ha lo scopo di coinvolgere le comunità locali nella costruzione di mappe e nella raccolta di dati riguardanti i territori in cui esse vivono. Fa parte del vasto fenomeno culturale riconducibile alla cosiddetta “neogeografia”, che ha radicalmente trasformato attori, tecniche e metodi della produzione cartografica, includendo nei suoi processi la capacità di osservazione e i punti di vista di coloro che abitano i territori, nonché approcci critici e creativi alla rappresentazione geografica. In sintesi il CM può essere inteso come lo spazio di definizione di una immagine alternativa del territorio, fondata sui bisogni, sui desideri e sulle risorse delle comunità locali. Si può perciò considerare una sorta di “mente locale” collettiva.

Sviluppare e stabilizzare la pratica del CM significa contribuire all’empowerment e al networking delle comunità locali ma anche a costruire dal basso nuovi modelli di governo e sviluppo. Infatti il CM può supportare una modalità sostanzialmente partecipativa di governo territoriale, nonché favorire la resilienza, l’attivazione politica e la creatività delle comunità locali. Una più estesa e condivisa base di conoscenze e visioni progettuali può infatti costituire un fondamentale strumento di autorganizzazione e riappropriazione dal basso del territorio attraverso l’attivazione di processi di mutualismo, sviluppo locale, partecipazione democratica e ricostruzione di legami e spazi comunitari.

Il progetto MenteLocale intende animare, in alcuni quartieri periferici di Roma, dei laboratori di mappatura critica e partecipativa che coinvolgeranno reti di attori e comunità locali con l’obiettivo di far emergere le risorse latenti del territorio (dimensione patrimoniale e capitale sociale), nonché rilevare e promuovere progettualità diffuse di rigenerazione dal basso e sviluppo locale inclusivo e sostenibile. Il progetto MenteLocale intende innovare il CM dal punto di vista del processo, costruendo dei modelli che, pur adattandosi ai contesti e alle esigenze locali, rendano i diversi processi, e le conoscenze da essi scaturite, integrabili.

Stefano Simoncini – DICEA, Università “La Sapienza”

Dopo il Perfezionamento in Storia moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha conseguito un PhD in Urban studies presso “La Sapienza” (Dicea). Si è occupato di storia della città e della cultura in epoca moderna, rivolgendosi in seguito allo studio delle trasformazioni urbane e sociali contemporanee, in particolare della relazione tra ICT, società e territorio. Con un collettivo di attivisti e ricercatori sta sviluppando un progetto di collaborative mapping su Roma (www.reter.info).