Adolescenza: “l’età della vita umana interposta tra la fanciullezza e l’età adulta. È un periodo particolarmente problematico dell’esistenza, specie per le risonanze psicologiche del mutato rapporto tra l’adolescente e il proprio corpo” Definizione da Enciclopedia Treccani

Non c’era bisogno della Treccani per sapere che l’adolescenza costituisce un periodo problematico dell’esistenza, primo perché tutti l’abbiamo passata – almeno dal punto di vista anagrafico – e poi perché, anche chi l’avesse superata da molto tempo, ha spesso lì a ricordarglielo un figlio, un nipote, il felice virgulto della coppia di amici, banalmente il capannello di ragazzi chiassosi e disordinati all’uscita di scuola. Già, quando a scuola “si andava”.

Oggi a scuola non “si va”, a scuola “si accede”, “ci si connette”, “si sta”. Sempre al di qua di uno schermo, di una telecamera. A distanza di auricolari e, se tutto va bene, di adeguata connessione. La relazione con i pari – che da sempre è luogo di confronto – e quella con “il migliore amico” – da sempre luogo di cura – degli inevitabili acciacchi di un’età ingrata e potenzialmente bellissima, si rarefà in una commistione forzata di conversazioni sovrapposte e spesso spogliate dell’intimità che è loro necessaria, a causa di ingombranti compresenze di genitori e fratelli, con i quali – come sottolineato dalla neuropsichiatra infantile Carla Sogos nella lettera inviata alla rubrica di Repubblica “Invece Concita” del 16 maggio – i ragazzi “sono costretti a stare a casa in modo innaturale per 24 ore al giorno”.

E, fin qui, cronaca di una normale serrata da Coronavirus.

Ora proviamo ad aggiungere qualche elemento di (ulteriore) complessità, all’interno di un quadro di per sé problematico: l’appartenenza a nuclei familiari fragili dal punto di vista sociale, culturale o economico (purtroppo spesso tutte e tre le cose); la presenza in famiglia di situazioni di disagio psicologico pregresso; il vivere relazioni casalinghe disturbate o frustranti. Immaginiamo insomma un adolescente, chiuso in casa per due mesi in condizioni di fragilità, lontano dai suoi amici, lontano dalla scuola che costituiva un luogo di incontro sì obbligato, ma forse proprio per questo salvifico: un quadro di disagio generalizzato che può sfociare in un bisogno di supporto psicologico, e che deve trovare pronta risposta. “Il rischio di perdere i ragazzi più fragili è reale e concreto” dice ancora la Sogos, “ma il disagio è dietro l’angolo e riguarda tutti”.

Sul disagio adolescenziale non si può quindi arrivare tardi. Eppure succede troppo spesso.

È quello che ci spiega il Professor Giuseppe Luoni, ex primario del Dipartimento di Salute Mentale del III Municipio, una vita dedicata al servizio pubblico, e oggi presidente dell’Associazione Esplosivamente Onlus, da 10 anni impegnata nel sostegno psicologico on line ad adolescenti e giovani adulti.

Esplosivamente nasce proprio con l’intendimento di entrare in contatto con i ragazzi nel momento dell’insorgenza dei primi problemi di salute mentale, che, prosegue Luoni, di solito non sono particolarmente gravi, ma che se rimangono non trattati possono creare un disturbo di personalità, rendere difficile laurearsi, trovare lavoro e così via. Problemi che, risalendo con l’anamnesi ci si accorge siano insorti già alle scuole medie, e che Esplosivamente affronta con un’équipe molto preparata sia dal punto di vista formativo – la squadra è composta da specialiste psicoterapeute – che dal punto di vista delle modalità di interazione con i ragazzi: le psicologhe “sanno come gestire il contatto on line per non trasformarlo in una psicoterapia, ma per cercare di capire qual è il problema, entrare in contatto con il ragazzo e poi elaborare con lui la situazione nel corso di due tre incontri, e dargli indicazioni per il futuro”. Rispetto a questo ultimo punto Luoni sottolinea come l’aspetto informativo sia fondamentale, persino più del sostegno, che quindi viene attentamente curato durante l’interazione con i ragazzi, che chiamano ormai non solo da Roma – principale bacino di utenza del servizio, ma anche da altre città d’Italia.

Sarà proprio l’Associazione Esplosivamente, sostenuta dalla Fondazione Paolo Bulgari, a gestire il servizio gratuito di sostegno psicologico on line “Bella Chat” per i ragazzi e le famiglie del VI Municipio, che ha manifestato la necessità di attivare una risposta alle condizioni di fragilità familiare e sociale del territorio, aggravate dall’emergenza Covid 19.