È passato poco più di un anno da quando abbiamo cominciato a lavorare alla Fondazione Paolo Bulgari. Nelle pagine del primo Bilancio Sociale abbiamo provato a sintetizzare all’osso le parole che ci hanno ispirato, i progetti avviati, le realtà sostenute, le persone con cui abbiamo collaborato, i primi fondi investiti.

Fin dalla nascita, insieme al Presidente Paolo Bulgari, ci siamo dati un obiettivo preciso: aiutare la comunità educante nei quartieri più vulnerabili. ‘Scuole’ e ‘periferie’, lo sappiamo, sono due (immensi) ambiti di lavoro che richiedono politiche coraggiose da parte dello Stato e interventi strutturali sostenuti da robusti investimenti pubblici. In attesa che la palingenesi si compia, sappiamo tuttavia che alcune risposte possono venire dalla collaborazione tra pubblico e privato. L’esperienza, ad esempio, ci dice che l’alleanza strategica tra scuole, associazioni, realtà territoriali può rimettere in circolo energie e competenze, vivificare l’offerta, contrastare le povertà educative.

Pensare insieme scuole e periferie, orientare l’intervento nei quartieri sensibili attraverso la bussola educativa, significa disegnare un angolo di azione preciso. Vuol dire lavorare al servizio di un’idea di scuola democratica, inclusiva, desiderosa di non lasciare nessuno indietro. Allo stesso tempo, significa adottare una modalità di intervento intrinsecamente generativa, fin dall’inizio impegnata a rafforzare la capacità di creare risorse e competenze, lontana dalla trappola dell’intervento assistenziale e dal generico impegno in nome della periferia.

I programmi che abbiamo avviato sono guidati da una scelta di campo – le periferie di Roma, per ora il quadrante orientale – e da un approccio che ambisce ad essere territoriale, sistemico e interdisciplinare.

Territoriale, perché le aree di intervento e le realtà con cui operiamo non sono individuate a partire da bandi, ma da una ricognizione puntuale dei territori, da una mappatura degli indicatori, delle risorse, delle buone pratiche.

Sistemico, perché il cambiamento è progettato insieme agli attori principali con l’obiettivo di fornire risposte articolate e multidimensionali, capaci di integrare le diverse risorse e i differenti piani degli interventi (ad esempio educativo e sociale).

Interdisciplinare, perché i programmi sono sviluppati in collaborazione con esperti di varia estrazione che ci aiutano a guardare la realtà, e a trovare soluzioni, da diverse prospettive.

Il percorso della Fondazione è appena cominciato, per giunta nel bel mezzo di una crisi sanitaria e sociale drammatica. Ma proprio il lavoro fatto in questi mesi difficili ci conferma nella convinzione da cui siamo partiti: per superare i problemi e sormontare la parete verticale che ci troviamo davanti, non c’è altra strada che quella di unire le forze, mettere in rete la conoscenza, creare nuovi “anticorpi”. Le scuole e le comunità sono ricche di professionalità, esperienze, pratiche virtuose che hanno tantissimo da insegnarci. Sappiamo di essere solo all’inizio e di avere ancora tanto da imparare, ma la volontà non ci manca: cercheremo di fare la nostra parte per alimentare e rendere sostenibile questo patrimonio di futuro.