Lo scorso venerdì 22 maggio, al liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, c’è stata una bella festa: in occasione della Notte Bianca del Liceo, il Patto Educativo ‘Scuole in Comune – Generiamo il cambiamento’, ha presentato ufficialmente alla comunità la sua Strategia Operativa.

In essere dall’anno scolastico 2020-21, il Patto indica la scuola – nello specifico il Liceo Edoardo Amaldi che ne è stato promotore e l’Istituto Comprensivo Melissa Bassi – quale perno della crescita socioculturale del territorio e la rende promotrice dell’incontro tra le forze intraprendenti e sane impegnate quotidianamente nella realizzazione di attività di sostegno e rafforzamento educativo, sociale e culturale in favore dei giovani abitanti del quartiere, nella convinzione che solo una comunità ampia possa farsi pienamente carico dei loro bisogni. Questa indicazione è stata raccolta pienamente dai partner del Patto, che negli ultimi anni hanno lavorato alla realizzazione di uno spazio educativo aperto, caratterizzato da una proficua cooperazione orientata a obiettivi comuni che è stata, tra l’altro, occasione di crescita e di mutuo apprendimento.

Da questa felice evoluzione nelle modalità di azione dei partner è maturata la consapevolezza di poter costruire una operatività quotidiana che porti il Patto più diffusamente anche nel quartiere, interfacciandosi direttamente con i bambini, i ragazzi e con le loro famiglie, i cui bisogni necessitano di una presa in carico sia scolastica che extrascolastica. Scuola e ‘fuori scuola’ sono infatti complementari, camminano insieme: i confini tra l’uno e l’altra si intersecano e si avvalgono dell’apporto congiunto di tutti gli attori coinvolti.

La Comunità educante si è fatta quindi promotrice di una Strategia Operativa strutturata, che è stata definita attraverso un percorso partecipativo, facilitato dalla Fondazione Paolo Bulgari, nel quale i concetti di ‘contrasto alla dispersione scolastica’ e ‘lotta alla povertà educativa’ sono stati declinati in aree di intervento e conseguentemente in azioni concrete da realizzare, che risultano in un’azione sinergica coerente e strategicamente orientata.

Le arie prioritarie di intervento sulle quali si è deciso di lavorare, emerse dalla fase di identificazione realizzata in modalità collaborativa,  sono le seguenti

·       Fragilità.

Costruire una risposta alle difficoltà di relazione con compagni e insegnanti degli alunni che vivono condizioni di estrema fragilità, spesso stigmatizzate, dovute a problemi personali di disagio psicofisico o alla provenienza da contesti familiari particolarmente svantaggiati.

·       Giustizia e futuro.

Adoperarsi affinché l’importanza della Scuola e dei valori che la fondano non vengano sviliti da una cultura criminale ancora troppo diffusa nel quartiere, promuovendo tra i giovani i valori della correttezza e della solidarietà e fornendo strumenti di emancipazione che consentano loro di progettarsi positivamente nel futuro.

·       Gestione delle emozioni.

Potenziare la capacità di bambini e ragazzi di riconoscere e gestire le proprie emozioni, specie quelle negative e violente, rafforzando la fiducia con i coetanei e gli adulti di riferimento e migliorando la disponibilità al confronto sereno con gli altri

·       Relazione scuola-famiglia.

Rafforzare la capacità della scuola di entrare in relazione con le famiglie di provenienza, in particolare quando queste si rivelano poco collaborative, o addirittura apertamente antagoniste, rispetto alla richiesta di mediazione con i figli.

La definizione delle aree prioritarie non è statica, come non intende essere statica la composizione del partenariato: differenti e auspicabilmente più ampi assetti potranno rendere possibile in futuro il perseguimento di Obiettivi non realisticamente raggiungibili con le forze della compagine attuale. La strategia collaborativa rappresenta quindi la declinazione operativa del Patto, uno snodo fondamentale per la compagine che la innerva, essendo al contempo punto di arrivo di un corposo processo di analisi e punto di partenza per l’ampliamento futuro dei propri confini, per natura dinamici come il contesto educativo territoriale di cui sono parte.