Cari amici, proprio nel momento in cui finalmente viene pubblicato sul nostro sito l’annuncio per la raccolta di manifestazioni di interesse per lo svolgimento dei lavori di riqualificazione degli spazi pubblici di Largo Mengaroni, crediamo sia interessante riavvolgere un poco il nastro e lanciare uno sguardo retrospettivo ai luoghi che tanto ci stanno a cuore grazie ad alcune foto recuperate dalla pagina facebook dedicata al Progetto Cresco.

Tor Bella Monaca è una frazione di Roma Capitale, situata in zona Z. XIII Torre Angela, nel territorio del Municipio Roma VI (ex Municipio Roma VIII).

Sorge sul lato nord della via Casilina, all’esterno del Grande Raccordo Anulare, su una zona ondulata, solcata dal “fosso (marrana) di Tor Bella Monaca”.

La zona prende il nome da una torre, citata per la prima volta in un documento del 1317 e di proprietà di un tal “Pietro Monaca”; da un altro membro della famiglia prende il nome di “torre di Paolo Monaco”. Nel XVI secolo è in possesso della basilica di Santa Maria Maggiore e il nome si è mutato in “torre Pala monacha”, mentre nel secolo successivo sono attestati “Torre Bella Monica” o “Torre Belle Monache”. Da questa trasformazione trasse origine la leggenda di una sosta di santa Rita da Cascia, durante il suo viaggio a Roma per il giubileo del 1450.

Nel 1869 la tenuta passò in proprietà della famiglia Borghese e venne riunita con quella di Torrenova. Nel 1923 la tenuta venne ceduta al conte Romolo Vaselli, che inglobò l’antica torre in una villa privata.

La borgata sorse tra gli anni venti e trenta del XX secolo, in seguito all’immigrazione dalla provincia e dalle regioni meridionali d’Italia e per il trasferimento in zone periferiche degli abitanti del centro storico dopo i numerosi sventramenti. Inizialmente i poli di attrazione principale erano costituiti dalla fabbrica della “Breda” (particolarmente attiva durante la seconda guerra mondiale) e dalla stazione del dazio presso “Castello di Torrenova”. Le grandi proprietà fondiarie esistenti furono frazionate e nacquero le prime case con orti in sostituzione delle baracche.

Nel 1934 l’insediamento venne ufficialmente riconosciuto. Con il piano regolatore del 1962 viene dichiarata “zona di espansione”. In seguito viene redatto il piano particolareggiato (piano di zona “Tor Bella Monaca”), mentre alcune delle aree soggette a tutela ambientale hanno subito interventi di abusivismo edilizio in seguito regolarizzati nel 1978 dal comune con una apposita variante urbanistica (piano di zona 22). Lo sviluppo è stato attuato con piani di edilizia economica e popolare negli anni ottanta: in particolare le “torri” a quindici piani, individuate con le lettere M o R seguite da un numero*.


“Il Piano di zona n. 22 ‘Tor Bella Monaca Nuova’ è l’ultimo degli interventi di edilizia pubblica di grandi dimensioni: imponenti torri di 15 piani e numerosi edifici in linea di 5-8 piani vennero realizzati per ospitare circa 30.000 abitanti su una superficie vincolata di 188 ha. Il quartiere nasce con l’intento di fronteggiare l’emergenza abitativa e viene destinato a una popolazione proveniente da cointesti molto svantaggiati, legati sia a condizioni abitative precarie sia a condizioni di debolezza economica e sociale. (…) la lontananza dalla città e il conseguente isolamento sono stati fattori fortemente penalizzanti per il nuovo insediamento e Tor Bella Monaca è stata una periferia che per molti anni ha faticato a sentirsi parte di Roma. “
Francesco Montillo, in “Abitare Tor Bella Monaca”, pag. 115

La mancanza di servizi e opere pubbliche collegati a queste realizzazioni edilizie** ha determinato una situazione di degrado e di infiltrazioni della criminalità organizzata. Sono stati fatti interventi di risanamento e valorizzazione a partire dagli anni novanta (“Programma di recupero urbano di Tor Bella Monaca”).

Tor Bella Monaca Nuova, con le sue torri imponenti, è nata di fronte alla borgata vecchia (che oggi si chiama Grotte Celoni), fatta invece di case basse, nate spontaneamente negli anni in cui Roma accolse migliaia di famiglie provenienti dal centro e dal sud Italia, attratte dalle promesse del boom economico.

Tor Bella Monaca

Una zona estremamente popolare, abituata a considerarsi fuori dalla città, oltre il concetto stesso di periferia. Un quartiere urbano ma che per lungo tempo ha conservato tratti distintivi da comunità di provincia, da “paese” forse troppo cresciuto. I residenti storici delle case popolari, arrivati a Tor Bella Monaca nella prima metà degli anni ’80, ricordano ancora il fiorire delle botteghe artigiane, il camion del fornaio che passava a vendere pane e pizza o il carretto dei gelati che sostava sotto i palazzi, annunciando la sua presenza con una musica da festa.


* Tor Bella Monaca rientra nel piano particolareggiato di Zona “O” 24 “Valle Fiorita – Capanna Murata”. Il quartiere è diviso in tre aree collegate dalla lunga strada a quattro corsie, l’omonima via di Torbellamonaca, che dalla via Casilina porta al Raccordo anulare ed alla via Prenestina: la prima area a nord est è solcata dalla via dell’Archeologia e da via Amico Aspertini, costeggiate da “serpentoni” lunghi edifici di edilizia popolare contrassegnati dalle sigle R5 ed R6, e dalle 7 torri siglate M1. Altre quattro torri si trovano alla sinistra della via principale del quartiere e svettano sul Centro commerciale, sulla sede del VI Municipio e sul Liceo Amaldi. Le altre due grandi aree, denominate dagli abitanti col nomignolo “Torbellamonaca vecchia”, sono più a Sud Est. La prima è costituita da dieci torri e da serpentoni (R8-R11); l’altra area, detta Due Leoni, è la borgata sorta abusivamente, poi sanata, dagli anni 50. Fonte Wikipedia.
** Io ho abitato qui dal ’77. Nella tenuta Vaselli c’erano i campi di grano. Si entrava da via Casilina, dove c’erano 4 pini; all’altezza della stazione di Torre Gaia, si passava sopra i binari e si veniva dentro la borgata. Allora c’era solo via del Fuoco Sacro; era un altro mondo. Sig. Luigi, Ciclofficina “La Gabbia” a Tor Bella Monaca