di Vinicio Ongini
Editore Laterza, 2019

Incontro: “trovarsi di fronte a” (dal latino in – rafforzativo e contra dirimpetto, di fronte)

Il libro di Vinicio Ongini, che ci racconta la scuola dal punto di vista privilegiato di chi l’ha vissuta in prima persona, prima insegnando e poi lavorando dietro le quinte del Ministero, è percorso da un filo conduttore tenace e pervasivo, quello dell’incontro.

Ongini infatti ci “mette di fonte a” realtà scolastiche che, pur differenti, si sono tutte modificate negli anni con l’ingresso nelle classi di bambini e ragazzi provenienti da altre parti del mondo.

Gli incontri, a legger bene, sono molteplici: quelli di noi lettori con le situazioni che Ongini ci racconta e spiega; quelli che nel testo avvengono tra gli alunni italiani e quelli stranieri; tra insegnanti e studenti; tra genitori di ragazzi di provenienze diverse, accomunati dalla medesima “appartenenza di classe”.

Ne emerge una potenzialità immensa, fatta di una moltitudine di competenze e abilità, la cui contemporanea presenza sarebbe stata impensabile solo qualche decennio fa: bambini in grado di muoversi abilmente tra diversi codici linguistici; altri abituati a svolgere nelle proprie famiglie compiti di responsabilità impensabili per i nostri figli; una ricchezza di vissuti, storie e portati culturali così vicini tra loro da potersi toccare.

Quello che Ongini ci offre però è qualcosa di più del racconto di una potenzialità: egli ci conduce per mano in contesti scolastici che hanno saputo fare tesoro di tante risorse, valorizzandole singolarmente e poi mettendole a disposizione degli altri, in un’idea di scambio e reciprocità in educazione.

Quando la Scuola riesce a far questo, “l’incontro” diviene ricchezza, diviene “integrazione”.